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Le bufale dell'opposizione: nessuna perquisizione e nessun riferimento al decreto Sicurezza. Il suo assistente condannato nel 2015 per violenza privata
Ilaria Salis, membro del Parlamento Europeo in quota Avs, potrebbe essere un soggetto pericoloso per via delle sue vicinanze con i violenti gruppi antagonisti tedeschi? Sembrerebbe che, quantomeno in Germania, ci siano degli accertamenti che la riguarderebbero da parte della magistratura, nonostante i suoi legali lo smentiscano, e non è da escludere che ci siano interrogativi circa la sua vicinanza al gruppo di estrema sinistra, gli Hammerbands, ovvero gli stessi con cui, secondo l'accusa ungherese, Salis si trovava a Budapest nel febbraio del 2023. Per questo ieri degli agenti di polizia si sono presentati alla porta della sua camera d'albergo a Roma, dove si era recata per partecipare al corteo No Kings Italia.
Ma i controlli, nonostante la sua versione, non solo non hanno portato a una perquisizione, bensì non avevano alcun collegamento con la piazza. Ma perché questo blitz è stato effettuato proprio ieri? Perché Salis è entrata in un Paese dell'area Schengen (che comprende 29 paesi europei): quando si è segnalati come sospettati di essere pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica (soprattutto se le condotte e i reati sono commessi su scala transnazionale) da uno dei paesi facenti parte dell'area, viene emesso un codice nella banca Schengen. Quando la persona entra in uno dei territori si genera un alert, arriva l'input alla sala operativa e a quel punto il soggetto viene controllato.







