La Confcommercio, in particolare, ha recentemente segnalato la scomparsa di oltre 150.000 negozi tra il 2012 e il 2025. In parte il fenomeno è ineluttabile, per ragioni note, legate ai cambiamenti di abitudini delle persone, all’espandersi del commercio elettronico, all’andamento demografico. Ma due interventi – riguardanti l’affitto – possono contribuire ad attenuarlo. La locazione di immobili a uso diverso dall’abitativo (locali commerciali, uffici ecc.) da par-te di persone fisiche è gravata – direttamente o indirettamente – da almeno 6 imposte: Irpef, addizionale comunale Irpef, addizionale regionale Irpef, Imu, imposta di registro e imposta di bollo. Un carico di tassazione che – combinato con la lunga durata obbligatoria dei contratti (12 o 18 anni, a seconda delle attività) e con gli altri vincoli di una regolamentazione risalente a quasi mezzo secolo fa (la legge n. 392 del 1978, nota, per la sua parte relativa alle abitazioni, come legge dell’equo canone) – determina un forte ostacolo all’incontro fra domanda e offerta di immobili in locazione.