Tremilatrecento cortei e presidi in tutti i cinquanta Stati americani, che hanno portato in piazza quasi 9 milioni di persone. Sit in di expat a Madrid e Barcellona in Spagna, a Monaco, Berlino e Brema in Germania, a Parigi, dove a ingrossare il presidio arrivano anche sindacalisti, attivisti e ong, e altre 15 città in Francia. Quasi mezzo milione di manifestanti che compatti sfilano a Londra, nella giornata di protesta del movimento contro l’estrema destra, che con i No Kings dialoga e si coordina. Partita dagli Stati Uniti, l’ondata di dissenso “contro le guerre e le politiche dei re”, a partire dal presidente Donald Trump, contagia l’Europa.
Negli States è il terzo appuntamento in dieci mesi, ma — dicono gli organizzatori — la partecipazione cresce. Momenti di tensione in Florida, dove un gruppetto di sostenitori di Trump si è avvicinato ai manifestanti. È finita con un battibecco a favor di telecamere, ma quando in Italia è tarda sera e la giornata di lotta lungi dall’esser conclusa, non si registrano tensioni.
Gli eventi più attesi sono quelli in programma in Minnesota, dove arriveranno anche Bruce Sprinsteen, diventato una delle voci della protesta con la sua “Streets of Minneapolis” scritta dopo gli omicidi di Renée Good e Alex Pretti durante le proteste contro l’Ice, Joan Baez e Jane Fonda. «Le sconsiderate politiche di Trump — dicono gli organizzatori — pregiudicano il destino di famiglie e singoli, ma oggi milioni di voci si stanno unendo per mandare un unico messaggio: No all’Ice, no alle guerre illegali, no ai Re».












