Un pugno allo stomaco della tv trash con una straordinaria Giuliana De Sio (simil Barbara D'Urso), il valore dell'amore e del regredire all'infanzia nelle difficoltà, una stupenda Isabella Ferrari senza trucco e il tesoro della voce registrata di una madre che non si è mai conosciuta.

Questi solo alcuni degli elementi di 'Nel tepore del ballo', ultimo film pieno di spleen di Pupi Avati, presentato al Bif&st per poi approdare in sala il 30 aprile con 01 Distribution.

Al centro di tutto la storia di Gianni Riccio (Massimo Ghini), conduttore televisivo la cui vita viene sconvolta da uno scandalo giudiziario. Tra Roma e Jesolo, dove sarà agli arresti domiciliari, il film racconta la caduta pubblica e poi il tentativo di rinascita di quest'uomo con un passato segnato dalla perdita precoce dei genitori e di Clara (Ferrari), il suo primo grande amore sacrificato alla carriera. "Mi è sempre piaciuto pensare che le persone, quando si trovano in un momento di difficoltà, vanno ad aprire il bagagliaio dei loro ricordi, per riconsiderare una storia con un essere umano che si è amato.

Si regredisce, si torna indietro e spesso questo è un viaggio davvero struggente", ha detto Pupi Avati a Bari. Quanto conta per Gianni Riccio la voce registrata della madre, morta di parto, per lui che è orfano anche di padre (Raoul Bova)? "L'aggrapparsi alla voce della madre registrata per Gianni Riccio diventa l'ultima risorsa, una cosa che lo salva quando si trova in difficoltà". E ha aggiunto il regista: "Non è affatto facile fare in Italia un film di questo, che si autodefinisce libero, ma non lo è per niente. Cioè mettere su un cast in cui non ci sono certi attori è quasi impossibile.