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Gli Stati Uniti stanno consumando missili Tomahawk a ritmo record. Perché la guerra in Iran sta sollevando timori sulla tenuta delle scorte Usa (e non solo)

La guerra tra Stati Uniti e Iran, entrata nella sua quarta settimana, sta sollevando una preoccupazione crescente nei vertici del Pentagono: il rapido esaurimento delle scorte di missili da crociera Tomahawk. Secondo fonti citate dal Washington Post, la Marina americana avrebbe già lanciato oltre 850 missili nell’ambito dell’operazione “Epic Fury”, un ritmo considerato insostenibile nel medio periodo. Il problema non riguarda soltanto il Medio Oriente, ma si inserisce in una riflessione più ampia sulla capacità degli Usa di sostenere conflitti ad alta intensità, soprattutto in vista di un possibile scenario futuro nel Pacifico, come uno scontro con la Cina su Taiwan.

I Tomahawk rappresentano una componente essenziale della strategia militare americana visto che sono in grado di colpire obiettivi a lunga distanza senza esporre direttamente uomini e mezzi. Attenzione però, perché c’è un problema non da poco: la loro produzione resta limitata. Si parla di poche centinaia di unità all’anno, con tempi di fabbricazione che possono arrivare fino a due anni per singolo esemplare. E ancora: anche il loro costo non è trascurabile, con alcune versioni che raggiungono i 3,6 milioni di dollari per unità.