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Ultimo aggiornamento: 16:13
Ora il Napoli si ritrova con un caso che proprio non si aspettava di dover gestire. Per di più, causato da quello che si può considerare l’uomo di Antonio Conte per eccellenza. Tra Romelu Lukaku e il club la situazione è tesa. Molto più tesa rispetto a quanto ci si sarebbe potuto aspettare qualche giorno fa, quando l’attaccante belga aveva rinunciato alla sua nazionale per restare a casa e seguire una tabella di lavoro personalizzata. A casa, appunto, cioè in Belgio. Non a Castel Volturno. Sembrava comunque una situazione destinata a risolversi, con un chiarimento tra le parti partendo dalle buone intenzioni del giocatore, che vuole farsi trovare pronto per questa fase finale di campionato. E invece c’è molto di più.
Braccio di ferro
Il tutto nasce da valutazioni differenti rispetto alla gestione del percorso da intraprendere per il recupero totale dell’attaccante. Secondo il giocatore, sarebbe preferibile seguire un lavoro con uno staff direttamente selezionato da lui, uno staff di cui ha totale fiducia e grazie al quale è convinto di tornare a brillare anche (per lo meno in parte) già per la partita del prossimo fine settimana contro il Milan. Il Napoli, invece, preferirebbe avere più sotto controllo la situazione. Ci vuole equilibrio, questo è chiaro, e bisogna fare in modo che le tensioni non si inaspriscano ulteriormente. Perché a Lukaku è già stata preannunciata una multa per la mancata risposta alla convocazione della società, ma il rischio – concreto – è che se mercoledì prossimo non lo si vedrà in Campania, il giocatore possa finire fuori rosa.











