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Stoppato il pressing per sostituire Barelli capogruppo alla Camera Il vicepremier azzurro resta al timone. Nel partito si abbassa la tensione
Roma È tornata la quiete in Forza Italia, ma la tempesta c'è stata. Eccome. La sconfitta al referendum non ha fatto alzare la testa solo a quelli dell'opposizione, ma anche ai frondisti azzurri che hanno cercato di indebolire la leadership di Antonio Tajani. Ed è dovuta intervenire Marina Berlusconi per chiarire che va bene il rinnovamento e l'autocritica, ma lui non si tocca!
Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, si racconta, aveva ripreso abilmente a lavorare ai fianchi del segretario, forte proprio della dichiarata vicinanza a Marina che, si sa, da mesi chiede facce diverse e un cambiamento di passo nel partito. A Palazzo Madama il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo organizzava con Claudio Lotito, e il nome di peso del ministro delle Riforme Elisabetta Casellati, la raccolta di firme per sostituire il presidente dei senatori Maurizio Gasparri e intanto Mulè spingeva a Montecitorio per fare la stessa cosa con il capogruppo Paolo Barelli. Il caso Gasparri, già da tempo nell'occhio del ciclone per difficoltà nel gruppo e ancor più perché si vociferava che criticasse i figli del Cavaliere, rischiava di diventare anche un caso Tajani.






