Due imbarcazioni della Flotilla Nuestra América per Cuba partite il 20 marzo dal Messico con aiuti umanitari destinati all’isola risultano disperse nel Mar dei Caraibi. A bordo si trovano nove persone di cui non sono ancora state rese note le nazionalità dalle autorità messicane.
Secondo quanto riportato da El País México, la Marina messicana ha attivato un’operazione di ricerca e soccorso dopo la perdita di contatto con le imbarcazioni salpate da Isla Mujeres (Quintana Roo) nell’ambito dell’iniziativa per sostenere la popolazione cubana.
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Secondo gli organizzatori, attualmente non vi sono segnali di emergenza: l’attivazione delle ricerche rientra nei protocolli standard previsti quando si perde il contatto con un’imbarcazione. Tuttavia, la preoccupazione resta alta: le autorità messicane hanno mobilitato unità navali e aeree lungo la rotta tra Isla Mujeres e L’Avana, avviando anche una cooperazione internazionale con diversi Paesi.
Nel frattempo, una terza imbarcazione del convoglio, partita nello stesso periodo dal porto di Progreso (Yucatán), è arrivata regolarmente a Cuba martedì scorso, il 24 marzo, confermando la fattibilità della traversata ma anche le difficoltà della navigazione in quell’area. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez che ha espresso «speciale preoccupazione», assicurando che Cuba sta facendo «tutto il possibile nella ricerca e salvataggio di questi fratelli di lotta». Una presa di posizione che sottolinea non solo l’urgenza della situazione ma anche il forte valore politico e simbolico della missione solidale internazionale.










