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Gravissime le accuse contro l'istituto di credito a cui viene attribuita la responsabilità di aver agevolato il giro di traffico sessuale

La class action intentata dalle vittime di Jeffrey Epstein contro Bank of America ha infine spinto l'istituto di credito a trovare un accordo per chiudere la vicenda. La mobilitazione è partita lo scorso 15 ottobre, dopo che una delle presunte vittime, con lo pseudonimo di Jane Doe, ha depositato una causa presso il tribunale federale di Manhattan.

Bank of America è stata accusata di aver permesso a Epstein e ai suoi associati di utilizzare conti correnti per finanziare e gestire le sue attività illecite nel periodo di tempo che intercorre tra il 2011 e il 2019. Non solo. Sempre secondo le accuse, l'istituto avrebbe ignorato molti segnali che avrebbero ampiamente dimostrato che certe transazioni erano sospette. In sostanza, il profitto sarebbe stato posto davanti alla tutela delle vittime. Tra i vari casi che dimostrerebbero tutto quanto viene citato quello del miliardario Leon Black, che avrebbe passato somme ingenti di denaro – circa 170 milioni di dollari – a Jeffrey Epstein usando conti di Bank of America. Da qui la causa intentata da una donna da "Jane Doe", rimasta anonima, che ha scelto di agire per se stessa e per tutte le altre vittime.