Arm, uno dei leader mondiali nella progettazione di microchip, ha annunciato martedì di aver iniziato a produrre i suoi semiconduttori. Con questa mossa, l'azienda si discosta dalla sua strategia storica, che prevedeva la concessione in licenza della sua proprietà intellettuale a produttori terzi, che poi costruiscono e vendono i chip. Parlando a un evento a San Francisco, l'amministratore delegato di Arm Rene Haas ha spiegato come la nuova cpu della società potrà essere utile all'industria tecnologica e perché questo sia il momento giusto per intraprendere un nuovo percorso e iniziare a competere con gli altri chipmaker."Lo dico chiaramente: Arm è entrata in un nuovo business e abbiamo iniziato a fornire cpu", ha dichiarato Haas con in mano uno dei nuovi chip dell'azienda.La svolta di ArmHaas ha spiegato che il motivo principale dietro la scelta di Arm è la domanda da parte dei clienti. Ma in una fase in cui l'intelligenza artificiale sta conquistando tutti i settori economici e la domanda di risorse di calcolo è alle stelle, l'azienda sta anche cercando di accaparrarsi una fetta di un mercato in crescita, quello delle cpu per l'AI.Che Arm potesse cominciare a produrre internamente i propri chip era uno sviluppo al centro delle voci da tempo. Ora però l'azienda ha finalmente offerto un quadro più chiaro dei propri piani. Il nuovo chip si chiama Arm Agi cpu, un riferimento esplicito all'intelligenza artificiale generale, una tipologia di AI spesso evocata ma ancora ipotetica che potrebbe eguagliare le capacità umane in qualsiasi campo. Il prodotto è pensato per essere usato in combinazione con altri chip nei server ad alte prestazioni all'interno dei data center, e per gestire compiti di AI agentica. Il chip è assemblato dalla principale fonderia di semiconduttori al mondo, Taiwan semiconductor manufacturing corporation (Tsmc), che ha applicato il suo processo a 3 nanometri.All'evento di presentazione, i dirigenti di Arm hanno sottolineato l'esperienza dell'azienda sul fronte della progettazione di chip ad alta efficienza energetica, sottolineando che il nuovo processore sarà la "cpu agentica più efficiente del mercato". Rispetto a prodotti rivali come i microchip x86 di Intel e Amd, Arm sostiene che la sua cpu offrirà migliori prestazioni per watt e potrebbe far risparmiare miliardi di dollari in costi per l'elettricità.Le reazioni dei big del techIl primo importante cliente del nuovo prodotto è Meta, che secondo Arm ha già ricevuto alcuni campioni. Ma anche OpenAI, Sap, Cerebras e Cloudflare, oltre alle coreane Sk Telecom e Rebellions, hanno deciso di acquistare il chip. La "piena disponibilità produttiva" è prevista per la seconda metà di quest'anno.Sul palco dell'evento, il responsabile delle infrastrutture di Meta, Santosh Janardhan, ha dichiarato che il nuovo chip di Arm "espanderà l'industria su più assi". Ora che il colosso dei social media punta a una "superintelligenza personale" – ovvero un'AI capace di rendere le app estremamente personalizzate –, Janardhan ha sottolineato che l'azienda ha bisogno di più chip ed è molto interessata all'efficienza energetica. Anche il vicepresidente della divisione scientifica di OpenAI, Kevin Weil, è salito sul palco insieme ad Haas. "Una delle cose che sento dire più spesso a OpenAI è: 'Ho bisogno di più potenza di calcolo'", ha spiegato.L'amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang, il vicepresidente senior di Amazon James Hamilton e il capo dell'infrastruttura AI di Google Amin Vahdat hanno tutti elogiato il nuovo hardware di Arm, apparendo in video preregistrati. Per il momento i tre giganti tech non si sono impegnati ad acquistare il chip, ma integrano già il design di Arm nei propri processori.Le origini di Arm risalgono alla fine degli anni ‘70, quando era conosciuta come Acorn e produceva microprocessori. Negli anni '90 l'azienda ha poi cambiato nome in Arm (che sta per Advanced risc machines) e l'allora amministratore delegato ha iniziato a concedere in licenza i design dei propri chip all'esterno. Con la rivoluzione mobile è arrivato poi il boom commerciale, e negli anni '10 molte delle maggiori aziende tecnologiche al mondo – tra cui Apple, Nvidia, Microsoft, Amazon, Samsung e Tesla – si affidavano alla tecnologia della società.Alleanze e nuove rivalitàAlla presentazione della sua cpu, Arm è apparsa impaziente di dimostrare di avere il sostegno dei pesi massimi dell'industria tech. Nonostante l'azienda abbia nel mirino soprattutto i produttori di chip come Amd e Intel – che costruiscono cpu basate su una diversa architettura –, la nuova cpu rischia di alienare alcuni partner storici di Arm. Nvidia, che produce principalmente gpu, integra anche le cpu basate sui progetti Arm all'interno dei propri sistemi; quando all'inizio dell'anno ha annunciato che avrebbe venduto per la prima volta cpu indipendenti, uno dei primi acquirenti è stato Meta.Ben Bajarin, amministratore delegato della società di ricerca Creative strategies, sostiene che, via via che la sua strategia si evolve, Arm potrebbe essere percepita più come un concorrente che come un alleato. Per ora, la società sta lanciando una cpu semplificata con un numero relativamente ridotto di core (le unità di elaborazione integrate nel chip) e dedicata specificamente agli agenti AI, sottolinea Bajarin. Ma con il tempo potrebbe espandersi verso cpu più generiche, mentre Amd e Intel si concentrano sull'AI agentica, uno sviluppo che metterebbe le aziende in concorrenza diretta.Ma per Bajarin, al momento Arm sta semplicemente cercando di entrare in un mercato in rapida crescita come quello delle cpu per i data center. Creative strategies prevede che la domanda di questi chip passerà dai 25 miliardi di dollari di quest'anno ai 60 miliardi a livello globale entro il 2030, considerando solo le cpu nei data center riservati al cloud computing. Se si allarga il quadro ai processori per l'IA agentica, la stima di Bajarin sale a 100 miliardi di dollari entro il 2030. E assicurarsi anche solo una piccola parte di questa cifra rappresenterebbe ovviamente una notevole fonte di guadagno per Arm.Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.