D'ora in poi lavoratrici e lavoratori specializzati nelle discipline Stem (scienze, tecnologia, ingegneria, matematica) e nei settori dell’innovazione potranno godere dei diritti previsti dal primo Contratto collettivo nazionale (Ccnl) dedicato esclusivamente a loro. Le nuove norme sono state presentate mercoledì 25 marzo a Roma.La regolamentazione vuole “valorizzare le competenze ad alto contenuto tecnologico”, rispondendo alle esigenze delle persone impegnate “nei settori dell’innovazione, della ricerca applicata, dei servizi digitali e dell’economia della conoscenza”. Tra i destinatari ci sono ingegneri, imprenditori interessati alle soluzioni innovative e ricercatrici e ricercatori impegnati nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale.I datiNel dettaglio, il contratto per le professioni Stem andrà a tutela oltre 200mila lavoratrici e lavoratori dell’innovazione. Un settore che genera un indotto di circa 23 miliardi di euro l’anno e impiega il 4% della forza lavoro del paese.Obiettivo della nuova regolamentazione è creare un modello di lavoro più flessibile per i nuovi professionisti di settore, nella speranza che questi siano sempre di più. Al momento, tuttavia, le cifre sono poco incoraggianti dato che, nelle università italiane, le materie Stem soffrono di carenze numeriche e di un marcato divario di genere.Come spiegato poche settimane fa da Wired, in Italia meno di un laureato su quattro (23.6%) possiede un titolo in queste discipline. A incidere, qui, è anche la distanza tra laureate e laureati: secondo i più recenti dati di Talents venture, società di servizi per il mondo accademico, le facoltà scientifiche e tecnologiche vedono in media quattro donne laureate su dieci totali. Una cifra che, tra il 2014 e il 2024, ha registrato “un lieve arretramento”.Il problema, però, non riguarda solo studentesse e studenti ancora impegnati nelle aule universitarie. Con il nuovo Ccnl per le professioni Stem e dell'innovazione si vuole infatti fermare l’emorragia della "fuga dei cervelli" e iniziare a “porre le basi per la creazione di un ecosistema italiano dell'innovazione”. Ad affermarlo è la Federazione sindacale italiana delle professioni Stem che, a fine novembre 2025, ha firmato il contratto insieme a Confederazione indipendente sindacati europei (Cse), Ciu Unionquadri, il Sindacato nazionale ingegneri (S.N.Ing.) e Federitaly, organizzazione che lavora per tutelare il made in Italy e le micro e piccole imprese nazionali.Cosa prevede il contrattoIl nuovo contratto per le professioni Stem e dell’innovazione vuole essere il nuovo paradigma per tutte quelle realtà in cui la tecnologia svolge un ruolo centrale, ovvero startup e nuove piccole e medie imprese (pmi).Stando a quanto stabilito a seguito della contrattazione sindacale, la settimana lavorativa prevista ha durata di 36 ore, che si possono “condensare” in quattro giorni. Dunque, si prova a realizzare la formula magica che recita: “settimana corta”.Lo smart working potrà essere utilizzato per almeno il 40% delle ore mensili. Come spiega a Wired il segretario generale della Federazione sindacale italiana delle professioni Stem Beniamino Romano, “il lavoro da remoto e di squadra consentono il confronto e la partecipazione”. Un punto cruciale questo se si considera che, per i firmatari, oggi il valore del lavoro non è più legato al tempo passato in ufficio ma al raggiungimento degli obiettivi tramite un percorso condiviso tra più professionisti, non più affidato al singolo.Anche gli scatti di carriera saranno l'effetto dei risultati ottenuti e non avverranno più in base al grado di anzianità. Le nuove regole, inoltre, puntano a ridurre il numero di passaggi necessari per raggiungere ruoli apicali in azienda: “il contratto vuole ridurre i livelli di separazione e aumentare la capacità decisionale di lavoratrici e lavoratori, anche quelli appena entrati in azienda”, continua Romano.La centralità della performance nel nuovo modello lavorativo avrà effetti anche sulla retribuzione, per la quale il contratto prevede la parità di genere. Oltre alla parte fissa dello stipendio, infatti, fino al 40% della paga potrà variare in base a quanto realizzato. Nella visione dei promotori, si tratta di un incentivo alla produttività.Previste anche la formazione continua di lavoratrici e lavoratori e la tutela della proprietà intellettuale: ogni nuovo brevetto porterà il nome del professionista che ha contribuito alla sua messa a punto, oltre a quello dell’azienda promotrice dell’innovazione.Il contratto comprende poi il diritto alla disconnessione, ovvero la possibilità di staccare pc, cellulare e dispositivi elettronici utilizzati in orario lavorativo al fine di godere davvero del proprio tempo libero.Il sostegno al benessere psicofisico di lavoratrici e lavoratori passa anche attraverso la collaborazione avviata dai soggetti firmatari con Unobravo, piattaforma che si occupa di fornire sedute di psicoterapia online. Un servizio a cui professionisti Stem e dell'innovazione potranno accedere tramite il contratto. Stando a quanto riferito dai promotori dell'iniziativa, questo specifico accordo è stato siglato per “lavorare sul burnout prima del burnout”. Prevista, infine, l’erogazione di buoni pasto (anche per le ore di lavoro effettuate da remoto), agevolazioni per le attività sportive e culturali.