ROVIGO - Piccoli gesti di disinteresse, scarsa educazione o furbizia che si pagano, che finiscono col pagare tutti. Perché Ecoambiente si trova improvvisamente con un milione di euro in meno in cassa a causa della caduta della qualità della raccolta differenziata nel settore della plastica e dell’alluminio.

Tra marzo dell’anno scorso e questo mese alla conclusione, è pesantemente peggiorata la qualità del rifiuto raccolto nel porta a porta, non nei cassonetti a tessera. In sostanza, la colpa ricade su tutti i centri e solo parzialmente sul capoluogo, dove vige il sistema misto.

«Il problema è semplice e grave - spiega amareggiato il direttore di Ecoambiente, Eugenio Boschini - da marzo dell’anno scorso la cosiddetta qualità della raccolta di plastica e alluminio in provincia è molto peggiorata nel sistema porta a porta. L’impianto Argeco di Argenta, in provincia di Ferrara, che lavora nel recupero di questi rifiuti, ha segnalato che era troppo alta la percentuale di “frazione estranea”».

Vale a dire che nei sacchi di plastica si trovano conferite immondizie che nulla hanno a che vedere con quanto andrebbe messo. Si possono trovare scarti alimentari anche se meno probabili, molto più facilmente vi sono plastiche non riciclabili, cosa che si può vedere scritta in queste stesse od oggetti interi (per esempio un giocattolo), ma c’è anche chi butta l’immondizia lì per non metterla nel secco, l’indifferenziato, quello che effettivamente si paga se si eccede con gli svuotamenti annui del bidone previsti.