Doveva essere suo, quello strapuntino all’Onu. La carica, prestigiosa: coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente (Unsco). E pure con il corollario della nomina a vicesegretario generale. La ciliegina sulla torta di una carriera sfolgorante, perché Luigi Di Maio, 40 anni il prossimo 6 luglio, attuale rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, è già stato vicepresidente della Camera, ministro del Lavoro, vicepremier, ministro dello Sviluppo economico, ministro degli Esteri.
Eppure, quel posticino che gli era stato promesso (c’era pure il via libera del governo Meloni) andrà a un altro. A passargli davanti è infatti il francese Jean Arnault, che ieri ha ricevuto la nomina dal segretario generale dell’Onu, António Guterres. Sarà lui dunque a coordinare le varie entità che si occupano nelle Nazioni Unite del futuro di Israele e dei territori palestinesi e supportare l’implementazione del Piano Trump. Del resto, il curriculum di Arnault è di tutto rispetto.
LUIGI DI MAIO, PLAUSO A MELONI E SILURO A CONTE: "LA DIFFERENZA È NEL LEADER"
"Essere italiani, da rappresentanti delle istituzioni in Medio Oriente, è un valore aggiunto grazie alla pos...






