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Il presidente del Senato ha rilasciato una lunga intervista spiegando la situazione di Fratelli d’Italia e della maggioranza a seguito del referendum
Sono stati giorni concitati nella maggioranza di governo, scanditi da decisioni importanti che segneranno il cammino prossimo dell’esecutivo di Giorgia Meloni fino alle elezioni del 2027, quando a scadenza di mandato bisognerà rinnovare il parlamento. L’opposizione ha provato a usare questo per dare una spallata al governo, che però è stabile e non si fa destabilizzare da movimenti comuni. La vittoria del “No” al referendum della Giustizia rappresenta una delle prime battute d’arresto per l’esecutivo in 4 anni, a testimonianza della stabilità della compagine di centrodestra.
“Immaginavo che sarebbe stato un grosso rischio affrontare un agone in cui, come in tutti i referendum politici, alla fine ci si pronuncia con un sì o un no sganciato dal quesito referendario. E la tentazione di riversare sul No ogni problema, arrabbiatura, è fortissima. Tanto più dopo i toni di questa campagna elettorale”, ha dichiarato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato dal Corriere della sera. E Meloni, spiega, ci si è buttata nonostante tutto perché “è una leader coraggiosa, seria, che mantiene la parola. E anche se oggi questa sconfitta può farle male, io credo che alla fine farà bene”. In attesa di capire quali saranno gli effetti sul governo, ha proseguito La Russa, “sicuramente la sua immagine ne può uscire rafforzata. E questo perché un premier coraggioso, determinato e rispettoso della parola data, fa quello che ha fatto lei. Porta avanti una battaglia anche se non è quella di bandiera del proprio partito ma di un altro della coalizione”. Tuttavia, ha sottolineato il presidente del Senato, “noi di FdI non siamo mai stati un partito anti-giudici, semmai il contrario”.






