Anarchici tra bombe e congresso. Mentre in Italia ci si prepara con grande attenzione alla manifestazione No Kings di domani, a Roma, e alle mobilitazioni sotterranee delle cellule legate alla Fai, l’altra Fai va ad Atene per la tredicesima Internazionale delle Federazioni Anarchiche. Già, l’acronimo è lo stesso ma le anime sono molto diverse. Il primo rimanda alla Federazione Anarchica Informale nel nome della quale Alfredo Cospito e altri con e dopo di lui hanno gambizzato, sabotato e fatto esplodere ordigni, tra cui probabilmente quello del Parco degli Acquedotti che ha ucciso chi lo stava fabbricando: Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. La seconda è quella irrisa dalla prima, ossia la Federazione Anarchica Italiana, erede della tradizione bakuniana dell’internazionale di Saint Imers del 1972, che segnò la divisione dal marxismo, più avvezza a dibattiti infiniti, fiumi di inchiostro e sit in piuttosto che all’azione violenta. Insomma, uniti dall’obiettivo di annientare lo Stato, il potere, l’autorità, il capitalismo. Meno sui mezzi per ottenerlo.
Gli anarchici si riuniscono in Grecia. Gli intrecci tra Roma ad Atene
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