FELTRE (BELLUNO) - Meno infortuni, ma non meno rischi. Dietro i numeri del 2025 in provincia di Belluno si nasconde una realtà fatta di segnali incoraggianti e ombre preoccupanti, tra incidenti mortali stabili e nuove sfide per la sicurezza sul lavoro. Nella mattinata di ieri, all’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre, il commissario dell’Uls 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben e il responsabile Servizio prevenzione igiene sicurezza negli ambienti di lavoro (lo Spisal), Gianfranco Albertin, hanno tracciato un bilancio dell’attività svolta nel corso del 2025. Tenendo conto del drammatico inizio di questo 2026: in poche settimane 4 incidenti di particolare gravità.

Nel 2025, in provincia di Belluno si è registrato un calo degli infortuni sul lavoro del 2,4 per cento rispetto all’anno precedente: un dato in controtendenza rispetto al resto della regione dove, a eccezione della provincia di Rovigo, tutte le altre hanno segnato un aumento, in particolare Padova e Verona. «Nel 2024 si sono registrati complessivamente 2.626 infortuni, mentre nel 2025 sono stati 2.564, con una diminuzione del 2,4%. Ciò che si osserva – spiega Albertin – è però un aumento degli incidenti nel settore agricolo. Le cause sono riconducibili principalmente all’utilizzo di mezzi agricoli obsoleti e a un uso non corretto di quelli più recenti». A livello regionale si registra un aumento degli infortuni mortali, passati dai 64 del 2024 ai 76 del 2025: un dato che ha fatto perdere al Veneto il primato di regione più virtuosa, detenuto nel 2024. Per quanto riguarda la provincia di Belluno, nel corso del 2025 gli infortuni mortali sono stati due. Come molti ricorderanno, il primo è avvenuto a Borgo Valbelluna, dove un coltivatore è stato investito da una rotoballa di 300 kg che lo ha schiacciato contro il mezzo; l’uomo è purtroppo deceduto sul colpo. Il secondo caso si è verificato a Livinallongo, dove un disgaggiatore è stato travolto mentre era in parete da una perforatrice, rimanendo schiacciato. Ampliando lo sguardo, si può osservare che dal 2019 a oggi le tragedie registrate annualmente sono state tra 2 e 3, in netto calo rispetto al passato, quando si raggiungevano anche picchi più elevati: emblematico il 2018, con ben 6 decessi.