Settantuno interventi in poche ore solo nel Veneziano, contro i 25 di Rovigo, i 21 di Treviso, i 19 di Verona, i 16 di Vicenza, i 13 di Padova e i 10 di Belluno: è Venezia la provincia più colpita dal maltempo che nella notte tra mercoledì e giovedì ha investito il Veneto, lasciando dietro di sé una scia di danni, disagi e interventi dei vigili del fuoco. Solo dalla città metropolitana, alla sala operativa di Mestre sono arrivate circa 150 richieste di aiuto, con interventi andati avanti fino al tardo pomeriggio e squadre rinforzate anche con il personale smontante dal turno di notte. Alberi caduti in mezza città, cartelloni finiti sui binari del tram che è stato perciò sospeso, incidenti, blackout, un’auto distrutta da un tronco crollato e persino campi da tennis inagibili: questo il quadro generale dei danni e disagi che hanno messo in ginocchio la città lagunare. A livello comunale, a pagare il conto più alto è stata Venezia, tra isole e terraferma, con 40 interventi. Seguono Chioggia (7), Cavarzere (6) e San Donà di Piave (4). Poi numeri più contenuti: 2 interventi ad Annone Veneto, Mira, Mirano e Portogruaro; uno ciascuno a Caorle, Cavallino-Treporti, Jesolo, Quarto d’Altino, San Michele al Tagliamento e Spinea. Un’ondata che non ha risparmiato nessun territorio ma, fortunatamente, senza provocare feriti.