Il Parlamento della Romania ha approvato in via definitiva una legge per la prevenzione e il contrasto del femminicidio, introducendo per la prima volta una definizione giuridica specifica nel diritto nazionale.

La norma qualifica il femminicidio come forma di violenza di genere e lo equipara, sotto il profilo sanzionatorio, all'omicidio aggravato, e prevede pene da 15 a 25 anni di carcere fino all'ergastolo.

Tra le misure introdotte figurano il riconoscimento degli orfani come vittime dirette, l'aggravante per reati commessi in presenza di minori e la possibilità di avviare l'azione penale d'ufficio nei casi di violenza. Il provvedimento è stato adottato dalla Camera dei Deputati della Romania con 284 voti favorevoli, uno contrario e due astensioni,. E' stato sostenuto trasversalmente da oltre 270 parlamentari, ha ricevuto un ampio consenso politico, pur tra critiche di "sovra regolamentazione" da parte di alcuni esponenti dell'opposizione. Passa ora al presidente della Repubblica per la promulgazione. Secondo i dati citati nella relazione, nel 2025 circa il 69% degli omicidi in ambito familiare ha riguardato donne, mentre nel 2024 si sono registrati 59 casi di femminicidio, pari a una media di una vittima ogni sei giorni. Organizzazioni per i diritti delle donne e altre Ong che già sul finire del 2025 avevano fatto pressione sul Parlamento a causa del rallentamento del progetto, hanno accolto con favore l'approvazione della legge, definendola un passo fondamentale per il riconoscimento e il contrasto della violenza di genere e chiedendo ora una rapida attuazione delle misure previste.