La cornice capitolina ha fatto da palco alla prima internazionale della Ducati DesertX 2026. Anche se a prima vista può sembrare avere molte similitudini con la prima generazione, presentata nel 2021 come porta d’ingresso della Casa di Borgo Panigale nel mondo dell’off-road più specialistico, la nuova Enduro segna un cambio netto di passo. Il progetto è stato completamente ripensato con un obiettivo chiaro: migliorare in modo sensibile l’efficacia in fuoristrada senza perdere quel piacere di guida su strada che da sempre caratterizza le moto Ducati.
La DesertX 2026 nasce attorno al nuovo motore V2 da 890 cm³, un bicilindrico a V di 90° a quattro valvole per cilindro con sistema di fasatura variabile IVT sull’aspirazione. È il V2 più leggero mai prodotto da Ducati in questa configurazione e sviluppa 110 cv a 9.000 giri/min e 92 Nm a 7.000 giri/min. Il dato più significativo riguarda però l’erogazione: il 70% della coppia massima è già disponibile a 3.000 giri e tra i 4.000 e i 9.000 giri il valore resta sempre superiore al 90%, a vantaggio della prontezza di risposta e della trazione in uscita di curva, sia su asfalto che su fondi a bassa aderenza.
La rapportatura è specifica. Infatti la prima marcia è più corta, per affrontare al meglio i passaggi tecnici in off-road, mentre la sesta è più distesa per abbassare il regime nei lunghi trasferimenti su asfalto. A migliorare sono anche gli intervalli di manutenzione, che si allungano fino a 45.000 km per il controllo del gioco valvole, con cambio olio ogni 15.000 km o due anni.







