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Il test Sry non è invasivo e permette di individuare la presenza o meno del gene che segna lo sviluppo dei caratteri maschili
Svolta per il Cio: a due anni dalle Olimpiadi di Los Angeles, e dopo le fervide polemiche per le Olimpiadi di Parigi, il Comitato olimpico internazionale ha introdotto nuove regole sull'idoneità alle gare della categoria femminile. Ciò significa che potranno iscriversi alle gare femminili solamente le atlete verificate attraverso un test genetico sul gene Sry (Sex-determining Region Y). Si tratta di un'analisi del Dna volta a individuare la presenza o l'assenza di questo specifico frammento genetico, situato normalmente sul braccio corto del cromosoma Y. Questo gene è considerato l'interruttore principale per lo sviluppo embrionale in senso maschile.
Le atlete che risulteranno negative al test Sry saranno considerate permanentemente idonee a competere nella categoria femminile, ciò significa che non dovranno mai più sottoporsi ad alcun genere di test per competere nelle gare femminili. Al contrario, le atlete che risulteranno positive a questo test potranno partecipare ad altre categorie per cui risultano idonei, come quella maschile, le competizioni miste (nei posti riservati agli uomini), le categorie open o gli sport senza distinzione di sesso. Si tratta di una decisione che va a spegnere in modo definitivo le polemiche legate alle ovvie diseguaglianze negli sport femminili in cui le atlete transgender e gli individui XY con differenze nello sviluppo sessuale sensibili agli androgeni ottengono indubbi vantaggi di tipo fisico.











