Ancora un detenuto morto nel carcere di Torino: Benedetto Costa, 51enne di origine siciliana, è stato trovato privo di sensi dal compagno di cella intorno alle 22.30 di ieri. È subito scattato l’allarme ma per il detenuto non c’è stato niente da fare, in una notte segnata anche da altri episodi critici, tutti nel padiglione B del penitenziario: «Denunciamo da tempo le gravi difficoltà gestionali di quell’area – segnala Leo Beneduci, segretario del sindacato Osapp – Ci auguriamo che qualcuno intervenga prima che accada qualcosa di irreparabile». Aggiunge Donato Capece, segretario del Sappe, altro sindacato della polizia penitenziaria: «È sempre più duro e difficile lavorare in prima linea nelle sezioni detentive. I nostri agenti operano quotidianamente in condizioni critiche, esposti a stress, rischi e traumi continui. Servono tutele concrete e garanzie reali per il personale».
Costa sarebbe dovuto rimanere in carcere fino al 2030 dopo aver riportato condanne per furti, rapine e ricettazione. Secondo quanto riferisce l’Osapp, accanto al detenuto è stato rinvenuto un contenitore artigianale, «verosimilmente utilizzato come “stufa” per il riscaldamento e l’inalazione di sostanze, in alcuni casi associata al consumo di sostanze stupefacenti come il crack». Di certo gli agenti del carcere sono intervenuti insieme al personale sanitario, avviando le manovre di rianimazione proseguite anche dopo l’arrivo del 118, ma senza esito. Sul decesso la procura ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, oltre agli accertamenti della polizia scientifica.






