Le ambizioni di FutuREady: «Vogliamo diventare un punto di riferimento dell’industria automobilistica europea a livello mondiale». François Provost, nuovo numero uno del Renault Group, sintetizza i contenuti del nuovo piano destinato a prendere il posto di Renaulution artefice del rilancio dell’azienda francese. La casa di Parigi, lanciata verso gloriosi 130 anni di storia, navigava in acque agitate all’inizio del decennio, ma con una svolta coraggiosa in pochi anni si è mossa sullo scacchiere ritrovando un posto al sole. Ed attualmente è il costruttore continentale con i fondamentali più in ordine: produzione e vendite in ascesa, risultati finanziari più che soddisfacenti con un margine solido e flusso di cassa che non trema.
Il segreto è sempre lo stesso: una gamma ampia e rinnovata che incontra le aspettative dei clienti puntando sulle migliori tecnologie. Con il precedente programma strategico pare siano stati lanciati 35 nuovi modelli. L’obiettivo è non abbassare la guardia e presentarne 36 entro il 2030, con un margine operativo fra il 5% ed il 7%, mentre il cash flow sarà pari o superiore ad 1,5 miliardi di euro l’anno. Novità intriganti all’orizzonte. Sempre “vetture da vivere”, magari ispirate all’R-Space Lab mostrato con orgoglio per l’occasione per le esigenze del mercato europeo o la showcar Bridger, un Suv compatto pensato per i mercati internazionali dove Renault vuole puntare i riflettori per proseguire il percorso virtuoso.






