UDINE - L'Udinese nelle prossime otto gare dovrà essere sé stessa, sarà chiamata a sprigionare tutta la potenza del suo motore più che preoccuparsi degli avversari anche se l'ultimo tratto del cammino presenta "asperità" particolarmente difficili da superare. Dovrà convincersi una volta per tutte di avere i mezzi per tagliare il traguardo dei 50 punti anche perché taluni elementi rispetto a un anno fa mostrano il loro vero volto, quello del giocatore di razza.
Il Davis di questi tempi, se paragonato al giocatore delle precedenti due stagioni in cui ha pagato dazio salato alla cattiva sorte sotto forma di malanni muscolari che lo hanno costretto a lungo ai box, scalda il cuore dei tifosi che da tempo non si esaltavano per le "meraviglie" che hanno regalato loro altri bomber di razza che hanno indossato la maglia bianconera e che hanno impreziosito la gloriosa storia del club che quest'anno festeggerà l'ambito traguardo dei 130 anni di fondazione. Ci sono tutti i presupposti, dunque, per conquistare i 50 punti come non succede ormai da troppo tempo, dal 2012-2013; una meta alla portata di questa squadra - lo ha ammesso anche il prudente Runjaic.
È vero che ha un punto in meno rispetto alla passata stagione dopo anni, ma un anno fa i bianconeri, conquistata anticipatamente la stagione coincisa anche con la perdita di Thauvin, si sono adagiati: di punti in otto gare ne hanno conquistati appena quattro. Ora è diverso, Runjaic sta recuperando tutti gli uomini (anche se contro il Como, prossimo avversario, Davis dovrà rimanere out per squalifica), ma quel che più conta è che l'Udinese, come ha dimostrato a Genova, sa soffrire, dimostra di avere un notevole bagaglio di voglia per chiudere in bellezza anche per poi iniziare la nuova annata calcistica con mire ancora più ambiziose. Del resto patron Gianpaolo Pozzo in questi giorni è stato sin troppo esplicito ribadendo che il sogno (che poi è il progetto vero e proprio) prevede il ritorno in Europa delle zebrette.







