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Ultimo aggiornamento: 10:21
Assolto perché avrebbe diffuso il virus senza esserne consapevole. Nicola Conte, 65enne di Ischia, imputato per omicidio volontario con dolo eventuale, era accusato di essere stato un untore, di avere diffuso consapevolmente l’hiv attraverso rapporti non protetti con la moglie (attualmente in cura) e anche con un’amica della donna, che invece è morta per Aids nel novembre 2017. Il processo in Corte d’Assise a Napoli si è concluso con un’assoluzione, con la formula ‘perché il fatto non costituisce reato’.
Le motivazioni della decisione dei giudici saranno rese note tra 45 giorni ma secondo alcune parti in causa sembrerebbe che il verdetto sia legato alla mancanza di sussistenza del dolo. Di tutt’altra opinione invece la Procura del capoluogo partenopeo per la quale Conte era perfettamente a conoscenza del suo stato di salute e, quindi, praticando rapporti sessuali non protetti con le sue partner, una delle quali sarebbe stata anche violentata, ha volutamente diffuso il virus.
Lo scorso 11 marzo, durante la requisitoria conclusa dal pubblico ministero con una richiesta di condanna a 24 anni, vennero proiettati dei toccanti video-denuncia della vittima, una donna polacca giunta in Italia per lavorare, visibilmente afflitta dalla malattia. Video nei quali descriveva da un letto di ospedale e con grande fatica la sua triste storia di immigrata dalla Polonia e le violenze sessuali subite. All’imputato vennero inizialmente contestati la violenza sessuale nei confronti dell’amica della moglie, vittima anche di abusi, deceduta all’età di 37 anni il 3 novembre del 2017, e le lesioni ai danni della consorte. Ma i due reati nel frattempo sono caduti in prescrizione.







