Una petroliera gestita da una compagnia turca è stata attaccata questa mattina nel Mar Nero, probabilmente da un veicolo di superficie senza equipaggio, ha detto il ministro dei trasporti turco Abdulkadir Uraloglu.
"Una nave battente bandiera straniera, gestita da una compagnia turca, che aveva caricato petrolio greggio dalla Russia, ha segnalato un'esplosione nella sala macchine dopo la mezzanotte al nostro centro di emergenza", ha detto il ministro in un'intervista televisiva. "Riteniamo che la sala macchine sia stata presa di mira specificamente".
"Pensiamo che l'attacco non sia stato effettuato da un drone, bensì da un veicolo di superficie senza equipaggio a livello dell'acqua" ha aggiunto Uraloglu durante una diretta televisiva su 24Tv. La petroliera è stata colpita vicino a Istanbul, ha spiegato il ministro dei Trasporti, aggiungendo che i 27 membri dell'equipaggio sono illesi, riporta Anadolu. Il ministro ha aggiunto poi che le forze dell'ordine competenti sono state inviate sul posto e la situazione continua a essere monitorata attentamente.
Media, petroliera attaccata nel Mar Nero era sanzionata da Ue e Kiev
La petroliera attaccata nel Mar Nero, gestita da una compagnia turca, era stata sanzionata dall'Unione europea e dall'Ucraina nei mesi scorsi, secondo quanto riferisce il portale turco Haber Denizde, citato da Turkiye Today. Come si legge nell'articolo, la petroliera operava in precedenza nella flotta della Besiktas Maritime con il nome di 'Besiktas Dardanelles'. La nave è stata poi acquisita dalla Kayseri Shipping, con sede a Panama, nel maggio del 2024 e aggiunta alla sua flotta con il nome di 'Kayseri'. Nel novembre 2025, la nave è stata acquistata dalla Pergamon Maritime, con sede a Istanbul, ribattezzata 'Altura' e successivamente soggetta a sanzioni europee. La nave è stata aggiunta alla lista delle sanzioni dell'Unione Europea il 24 ottobre del 2025, e la stessa decisione è stata poi presa da Svizzera e Ucraina il 13 dicembre del 2025 e dal Regno Unito il 24 febbraio di quest'anno. Gli annunci relativi alle sanzioni indicavano inoltre che Hector Varela De Leon, fondatore di Kayseri Shipping, era stato aggiunto alla lista delle sanzioni statunitensi nel luglio del 2025, mentre la società sarebbe di proprietà di Mohammad Hossein Shamkhani, figlio di Ali Shamkhani, ex segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ucciso in un raid di Israele il 28 febbraio, nel giorno dell'inizio del conflitto con l'Iran. Secondo l'emittente turca Ntv, al momento dell'attacco la petroliera partita dalla Russia trasportava 140mila tonnellate di petrolio e si trovava a circa 24 chilometri dall'entrata settentrionale del Bosforo, il canale che separa la costa europea da quella anatolica di Istanbul.











