«Che lavoro vuoi fare da grande?». È la domanda che tutti i bambini prima o poi si sentono fare. Ed è anche quella da cui partono le avventure di “Anselmo Wannabe”, la serie animata diretta e creata da Massimo Ottoni, e prodotta dalla società torinese Studio Ibrido, in onda dal 28 marzo al 24 aprile su Rai Gulp. Ventisei episodi da sette minuti ciascuno rivolti ai più piccoli con l’obiettivo di esplorare il mondo del lavoro con leggerezza e immaginazione. Ogni puntata è dedicata infatti a un lavoro diverso: calciatore, pompiere, veterinario, influencer, videogamer, fino a chimico e commercialista. Mestieri differenti ma con un messaggio unico: qualunque esso sia occorrono passione, impegno, studio e sacrificio.
«Tutti i mestieri sono importanti »
Protagonista è Anselmo, un bambino di 11 anni, creativo e fantasioso, che ogni volta si immagina di vivere un lavoro diverso faticando però a perseverare, essendo un indeciso cronico. All’opposto la sua compagna Letizia che è invece è precisa e diligente. Insieme vivono una serie di avventure che mettono in luce soddisfazioni e difficoltà di ogni mestiere. «Pensiamo che sia un tema importante che tutti noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle - racconta Massimo Ottoni - Io per esempio ho scoperto di voler fare il regista molto tardi, avrei voluto che qualcuno me lo spiegasse quando ero piccolo. La chiusura è sempre la stessa: il mestiere scelto da Anselmo è il più bello del mondo. Il senso è che non ci sono mestieri belli o brutti, qualsiasi mestiere, se fatto con passione ed è quello giusto per te, è il più bello del mondo. Serve anche un po’ a portare via i bambini da quell’ansia sociale che ti dice fin da piccolo che avrai successo se farai un determinato mestiere o un perdente se ne farai un altro. Tutti i mestieri sono importanti in una società».






