L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato, con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, il provvedimento di chiusura dell'istruttoria, finalizzata all'analisi delle metodologie di misurazione dei contenuti diffusi dalle piattaforme digitali per definire indirizzi e prescrizioni idonei a garantire dati di audience trasparenti, comparabili e affidabili.
L'istruttoria, che ha coinvolto tutti gli operatori del settore (fornitori di servizi media lineari, tra cui Rai, Mediaset, Sky, La7, e non lineari, tra cui Netflix e Amazon Prime, piattaforme Ott come Google, istituti di ricerca quali Gfk, Ipsos, Nielsen e Comscore e associazioni di investitori pubblicitari, quali Upa, Una e Iab), è stata avviata - informa una nota dell'Autorità - "alla luce della crescente rilevanza economica della misurazione delle audience digitali per il mercato pubblicitario e della necessità di superare l'attuale frammentazione metodologica".
"La mancanza di standard condivisi e di metodologie certificate, indipendenti e verificabili, presenta rischi in termini di distorsione del mercato e tutela del pluralismo - prosegue la nota -. Per tali ragioni, l'Autorità ha approvato una misura innovativa a livello europeo che attribuisce all'Italia un ruolo di apripista". All'esito del procedimento, l'Autorità ha ritenuto che la misurazione dell'audience dei contenuti diffusi originariamente ed esclusivamente in ambiente digitale debba essere effettuata dal Joint Industry Committee competente, Audicom, secondo metodologie conformi ai principi di trasparenza, imparzialità, comparabilità e verificabilità.






