Più di 7 miliardi, pari al 16,7% del finanziamento complessivo del ciclo di programmazione 2021-27: ammonta a tanto la risposta dell’Italia all’opportunità di destinare parte dei fondi della Coesione alle cinque nuove priorità (difesa, acqua, alloggi a prezzi accessibili, competitività ed energia) previste dalla riforma di medio termine della Politica di coesione dell’Unione europea firmata dall’ex ministro e attuale vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto.
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Siamo secondi solo alla Polonia (8 miliardi) che ha puntato soprattutto sulla Difesa, come emerge dai dati snocciolati ieri a Bruxelles dallo stesso Fitto. Ma siamo comunque il Paese, ha sottolineato il ministro degli Affari europei, della Coesione e del Pnrr Tommaso Foti, che ha coinvolto il maggior numero di programmi (35 revisionati su 48 tra nazionali e regionali): «L’Italia ha raccolto con determinazione la sfida, interpretandola con ambizione», ha detto Foti, spiegando che «la riforma ha aperto una concreta finestra di opportunità per rinnovare i programmi nazionali e regionali, indirizzando ingenti risorse verso nuovi obiettivi strategici, dettati dal mutato contesto internazionale e rispondenti alle reali esigenze di imprese e famiglie».








