Andrà anche in Corea e Giappone la produzione di Otello con la regia di Damiano Michieletto e la direzione di Myung-Whun Chung che aprirà la prossima stagione della Scala, oggi presentata ai sindacati dopo l'informativa consegnata al cda la scorsa settimana.
A settembre è al momento infatti prevista una tournée che toccherà la Corea (con l'inaugurazione della nuova Opera di Busan, città natale di Chung che il maestro ha chiesto venga intitolata a Verdi) e il Giappone, che dovrebbe includere Otello e il Requiem.
Apertura quindi nel segno di Verdi, con un'opera che il maestro scrisse nel 1887 proprio per il teatro milanese, con un cast che include Brian Jagde (già visto all'inaugurazione di due anni fa con La forza del destino), il veterano Luca Salsi ed Eleonora Buratto. Ma sono in tutto 13 i titoli in programma di cui sette nuove produzioni (erano 10 un paio di anni fa, ma l'attenzione al bilancio è importante) e sette titoli di balletto. Chung, al debutto come direttore musicale del teatro, sarà sul podio anche per un altro titolo verdiano, Macbeth, qui nell'allestimento proveniente da Vienna di Barry Kosky con Luca Salsi, Francesco Meli, René Pape e Anastasia Bartoli. E lo stesso farà nella stagione successiva che aprirà con Un ballo in maschera. Arrivano invece da Parigi il Don Quichotte di Massenet con la regia di Damiano Michieletto e la bacchetta di Bertrand de Billy e Nixon in China, allestimento di Valentina Carrasco al debutto scaligero con Kent Nagano sul podio. L'opera di John Adams, che proprio nel 2027 compie 40 anni, non era mai stata eseguita al Piermarini, Allo stesso modo non era mai stata fatta Leonora del parmigiano Ferdinando Paër, opera del 1804 che ispirò Beethoven per il Fidelio e che viene eseguita come omaggio al compositore tedesco ai duecento anni dalla morte con la regia del giovane Daniele Meneghini e la direzione di Roland Böer. Torna forse il più grande classico della Scala, ovvero Bohème con la regia firmata nel 1963 da Franco Zeffirelli e da allora continuamente riproposta quest'anno con la direzione di Daniel Oren e vengono riproposti anche il Don Giovanni con la regia di Robert Carsen e sul podio Thomas Guggies e il Barbiere di Siviglia con la regia di Leo Muscato e il trentenne americano Giulio Cilona a dirigere. Les pêcheurs de perles di Bizet, con la regia di Arnauld Bernard, segna il debutto milanese sul podio di Henrik Nànàsi in una coproduzione con Madrid. Chiara Muti torna alla regia alla Scala con Anna Bolena di Donizetti in cui debutta il direttore d'orchestra Francesco Ivan Ciampa in un cast con il tenore-star Juan Diego Florez. Assente da decenni, torna in stagione I puritani di Bellini con la regia di Davide Livermore, Fabio Luisi a dirigere e il tenore Galeano Salas. Riccardo Chailly, direttore musicale uscente, prosegue la sua ricerca nel Novecento russo con The Rake's Progress di Stravinskij, con la regia di Kasper Holten e Gianluca Capuano dirige Dido and Aeneas di Purcell nell'allestimento del regista coreografo Marcos Morau, Lo schiaccianoci apre la stagione del balletto che include Giselle nella versione di Akram Kahn, il Gala Fracci, Sogno di una notte di mezza estate di Balanchine, il ritorno di Paquita di Pierre Lacotte, un dittico con Etude di Marcos Morau e The Four Seasons di David Dawson e un trittico per il centenario di Maurice Bejart con L'oiseau de feu, Boléro e, per la prima volta alla Scala, Serait-ce la mort e inizia una collaborazione con il Piccolo con Monte Ventoux che al Piccolo Strehler sarà eseguito. Per la sinfonica torna, dopo il successo del Ring, Alexander Soddy, debutta Klaus Mäkelä, Chailly dirige la Passione di Giovanni di Bach e Kirill Petrenko bissa dirigendo la Sagra di primavera e poi tornando con i 'suoi' Berliner.







