Il leader del Partito democratico sloveno (Sds), il conservatore populista tre volte ex premier Janez Janša, ha denunciato numerose irregolarità nel voto del 22 marzo e per questo il suo partito percorrerà le vie legali per verificare il conteggio delle schede.
In particolare, secondo Janša, sono falsati i conteggi del voto per corrispondenza e di quello anticipato, in cui ha votato un numero esiguo di elettori, che si è svolto nei giorni fra martedì e giovedì prima dell'apertura dei seggi domenica scorsa, dove gli adesivi di sicurezza potrebbero essere stati apposti e rimossi più volte.
Troppe le discrepanze nelle preferenze di voto rispetto a quanto accaduto domenica, per questo secondo l'Sds il risultato non dovrebbe essere preso in considerazione nella ripartizione finale dei seggi.
Movimento Libertà (Gs), il partito di maggioranza relativa di centrosinistra del premier uscente Robert Golob, che si è aggiudicato la vittoria per meno di un punto percentuale, ha accusato l'Sds di adottare comportamenti tipici del populismo di destra, diffondendo teorie del complotto e minando deliberatamente la stabilità del Paese, anche con ingerenze straniere, in riferimento alla presunta collaborazione con la società israeliana Black Cube.













