Si sono riconosciuti nei fotogrammi delle immagini, che sono agli atti dell'inchiesta e con memorie scritte hanno cercato di "contestualizzare quei fatti", spiegando "il perché delle condotte contestate", alcuni parlando di azioni di "difesa", altri di momenti di "rabbia".
E' la sintesi degli interrogatori di stamattina di sei antagonisti per i quali, una settimana fa, sono state disposte le misure cautelari dell'obbligo di dimora e di firma per vari reati, tra cui resistenza aggravata, lesioni ai danni di alcuni agenti, interruzione di pubblico servizio e porto abusivo di armi improprie, per gli scontri e l'assalto alla stazione Centrale di Milano del 22 settembre scorso al termine di un corteo pro Pal. Tutti, difesi dagli avvocati Guido Guella e Mirko Mazzali, hanno risposto alle domande della gip Giulia D'Antoni, che ha firmato l'ordinanza nelle indagini della digos coordinata dalla pm Francesca Crupi. Nel pomeriggio sono in programma gli interrogatori preventivi di altri otto indagati, per quattro dei quali sono stati chiesto gli arresti domiciliari.
Blitz proPal in Centrale, “fu atto di guerriglia”: chi sono i 6 destinatari delle misure cautelari
di Rosario Di Raimondo, Carmine R. Guarino







