PORDENONE - «Ha l'epatite A», ma non era vero. Tre i "falsi positivi" emersi all'ospedale Santa Maria degli Angeli, in un periodo in cui (anche se in altre zone lontane da noi) cresce la preoccupazione per l'aumento dei casi. Qui a Pordenone non c'è nessuna allerta: i positivi sono emersi solo a causa del cambiamento della metodica di rilevazione. Il caso ha interessato tre pazienti: due al Dipartimento di prevenzione, uno al pronto soccorso. Certo i risultati anomali nei test all'inizio sono stati un vero e proprio rebus.
A chiarire quanto accaduto è il direttore sanitario, Michele Chittaro, che ha spiegato l'origine del problema, legata a un cambiamento nella metodologia di analisi. «Avere tre casi assieme è apparso subito strano», premette. In tutti e tre i pazienti i valori riscontrati erano al limite tra positività e negatività, elemento che ha immediatamente insospettito il personale sanitario. «Abbiamo osservato dei risultati che non tornavano - spiega Chittaro -. Valori molto bassi, al confine della soglia di positività e negatività, che non corrispondevano al quadro clinico dei pazienti». «Gli operatori del Dipartimento di prevenzione, che sono abituati, si sono un po' insospettiti: risultati che sembravano strani e non coerenti. Per questo abbiamo deciso di approfondire subito, contattando il laboratorio e la ditta fornitrice dell'attrezzatura per la rilevazione».













