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Che cosa risponderanno, ora, a tutti quegli elettori del Nord, ma anche del Centro Italia, che hanno votato Si e che rappresentano il traino economico e sociale del Paese?
La destra sconfitta si sta già macerando abbastanza, ma la sinistra senziente, quella che ha votato Sì o No, adesso che dice, che risponde, che propone? La sinistra «responsabile», dica un po', intende passare al ruolo definitivo di irriformista, di immobilista e vera conservatrice? Abbiamo eliminato un'idea di soluzione, ma il problema è quello di prima, anzi è peggio, perché la sfiducia di mezzo Paese nella magistratura (più di mezzo, secondo i sondaggisti: compresa la parte disgraziata di centrodestra che non è andata a votare, o ha votato No) ora è entrata ufficialmente dalla porta principale, non è roba da giuristi o addetti ai lavori; l'impunità delle toghe e il loro rapporto con il potere, e le sue degenerazioni, è materia ormai incisa nella carne viva del Paese, e quindi dicano, qual è la soluzione acquietata e responsabile degli assennati vincitori del referendum?






