Non si arresta la scia di vittime sulle strade italiane, e a pagare il prezzo più alto continuano a essere gli utenti più vulnerabili: i pedoni. I dati aggiornati dell’Osservatorio Pedoni ASAPS-SAPIDATA fotografano un avvio di 2026 particolarmente critico, con numeri che riportano l’attenzione su un’emergenza ormai strutturale.
L'età media è sempre più alta
Dal primo gennaio sono già 108 i pedoni che hanno perso la vita in incidenti stradali. Di questi, 72 sono uomini e 36 donne. Colpisce soprattutto il dato anagrafico: oltre la metà delle vittime, 55 persone, aveva più di 65 anni. Una fascia fragile che continua a risultare la più esposta, anche in contesti urbani dove la sicurezza dovrebbe essere maggiormente garantita.
Il confronto con gli anni precedenti conferma un trend allarmante. Nel 2024, secondo Istat, le vittime tra i pedoni erano state 470. Per il 2025, la stima preliminare ASAPS si è fermata a 434 decessi, un calo che però non sembra consolidarsi nei primi mesi del nuovo anno. Anzi, gennaio 2026 segna già un peggioramento: 47 morti, quattro in più rispetto ai 43 dello stesso mese del 2025 e ben oltre i 39 registrati nel gennaio 2024. A febbraio si contano 29 decessi, mentre marzo arriva già a 32 vittime, con numeri destinati ad aggiornarsi.






