Secondo il monitoraggio settimanale curato dall'Osservatorio Pedoni ASAPS-SAPIDATA, sono già settantanove le persone che hanno perso la vita dal primo gennaio a oggi. Questo dato appare ancora più critico se confrontato con gli anni precedenti: il contatore attuale supera infatti sia le trentanove vittime registrate dall'ISTAT nel 2024 sia i quarantatré decessi del gennaio 2025. Il periodo compreso tra novembre, dicembre e questi primi mesi del nuovo anno ha fatto registrare un totale di centotrentanove vittime.

La mappa del rischio regionale

La distribuzione geografica degli incidenti mortali vede la Lombardia tristemente in cima alla classifica nazionale con undici decessi dall'inizio dell'anno. Non distante si colloca il Piemonte, dove si sono registrate dieci vittime, seguito da Emilia-Romagna e Lazio che contano sette decessi ciascuna. Anche il Veneto, la Puglia e la Liguria presentano dati preoccupanti con sei pedoni morti per ogni regione. Questa frammentazione territoriale evidenzia come il fenomeno non sia circoscritto a singole aree metropolitane, ma rappresenti un'emergenza nazionale.

Gli anziani nel mirino del traffico

Dei settantanove decessi totali, ben quarantatré riguardano persone con più di sessantacinque anni, rappresentando oltre la metà del bilancio complessivo. Anche nell'ultima settimana, cinque vittime su nove erano nella terza età. Per quanto riguarda la distinzione di genere, il report indica cinquantasette uomini e ventidue donne tra i deceduti. Questi numeri sottolineano come i tempi di reazione più lenti e la minore agilità dei pedoni anziani non trovino adeguata protezione in un contesto stradale spesso "ostile" e poco prudente.