Quando il nuovo EC 2 giapponese ha lasciato la pista della base di Gifu per il suo primo volo, non era solo un aereo a decollare: era il simbolo di un salto tecnologico. Con il suo muso pronunciato e la forma che gli ha valso il soprannome di “brutto anatroccolo”, questo velivolo non è fatto per combattere in prima linea, ma per rendere invisibili i movimenti delle forze giapponesi. Radar nemici, comunicazioni satellitari, collegamenti elettronici: tutto ciò che rappresenta una minaccia può essere disturbato dall’EC 2, che opera a distanza, con precisione e sicurezza. Più che un caccia, più che un bombardiere, l’EC 2 è una macchina per “confondere il nemico”: un nuovo protagonista della guerra elettronica, dove le armi non sono bombe ma onde radio, e il controllo dello spettro elettnuovo ecromagnetico vale quanto il dominio dei cieli.
Derivato dal cargo Kawasaki C 2, l’EC 2 sostituirà l’EC 1, in servizio dal 1986, portando in dotazione sistemi modernissimi capaci di rilevare, analizzare e disturbare segnali radio e radar. Il suo muso lungo e appuntito ospita pod EW sofisticati, progettati per interferire con i sistemi nemici senza avvicinarsi pericolosamente ai bersagli. Le prime quattro unità saranno assegnate al Electronic Warfare Operations Group della Japan Air Self-Defense Force (JASDF) presso la base di Iruma, a est di Tokyo, con entrata in servizio prevista nel marzo 2027. Con un budget di 41,4 miliardi di yen (circa 262 milioni di dollari) stanziato tra il 2025 e il 2026, il Giappone dimostra quanto consideri strategico il dominio elettromagnetico, soprattutto in un contesto regionale segnato da tensioni con Cina, Corea del Nord e Russia.







