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Oltre ai successi musicali e l’immensa eredità artistica, il celebre cantante è stato protagonista di alcune discusse vicende fiscali
Il mondo della musica piange la morte di Gino Paoli, vero e proprio pilastro della canzone italiana: il cantautore genovese lascia dietro di sé uno sconfinato lascito artistico fatto di brani immortali che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni, e che tuttora continuano a generare introiti.
Durante la sua lunghissima carriera, Paoli ha costruito anche un solido patrimonio economico, nel quale sono confluiti non solo i guadagni relativi alle attività in sala di registrazione e sul palco, per cui i proventi derivanti dai contratti discografici, dai concerti e dalle esibizioni davanti al pubblico o alle telecamere e dai diritti d’autore sulle sue canzoni tuttora amatissime e molto richieste, ma anche quelli connessi ai ruoli istituzionali da lui ricoperti, vale a dire lo stipendio da presidente della Siae e il vitalizio da ex parlamentare.










