CORTINA (BELLUNO) - Tre medaglie olimpiche nella “sua” Cortina d’Ampezzo, due coppe di specialità, 11 gare di Coppa del Mondo vinte con 5 atlete diverse, primo posto nella classifica per nazioni in libera e supergigante, 3 vittorie su 3 nella tappa del San Pellegrino. Sono solo alcuni dei numeri di una stagione a dir poco straordinaria, che ha visto protagonista Giovanni “Johnny” Feltrin, il responsabile della nazionale azzurra delle discipline veloci, che ha messo assieme una sorta di Grande Slam dello sci alpino. Un ragazzo del 1971, longaronese di Fortogna, semplice, che ha sempre evitato i fari della celebrità pensando a lavorare sodo con il suo staff e le sue ragazze.

Un allenatore d’altri tempi, sempre pronto a dare i giusti consigli in partenza e a condividere i momenti difficili e le gioie di successi davvero incredibili. Da otto anni è alla guida della nazionale dopo averne passati sette ad “imparare” al fianco di Alberto Ghezze. Otto anni di successi con le due Coppe del Mondo assolute di Federica Brignone, la prima vittoria in discesa della storia italiana di Sofia Goggia alle Olimpiadi di Pyongchang e le innumerevoli coppe di specialità (5 negli ultimi 6 anni in libera). Johnny è una grande persona, un professionista completo che non ha dimenticato l’importanza di emozionarsi a ogni vittoria. Ogni volta come fosse la prima. «Cosa posso dire? Ho vissuto momenti indimenticabili che porterò per sempre nel mio cuore. Per raccontarli tutti ci vorrebbero dieci pagine di giornale».