La Cassazione ha respinto il ricorso dei difensori di Evaristo Scalco: aveva ucciso Javier Alfredo Miranda Romero nel centro storico di Genova nel 2022, scoccando un dardo col suo arco
Evaristo Scalco all'uscita dall'aula della Corte d'Assise (foto Zeggio)
Genova – E’ definitiva la pena di 21 anni di reclusione inflitta a Evaristo Scalco. Il maestro d’ascia e marinaio di 63 anni che nella notte fra il primo e il 2 novembre del 2022 aveva ucciso l’operaio edile Javier Alfredo Miranda Romero, 41 anni, in vico Mele, nel centro storico di Genova. Colpendolo dalla finestra di casa con una freccia costruita da lui stesso per la caccia ai cinghiali, scagliata con il suo arco. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei suoi difensori, gli avvocati Jacopo Pensa e Federico Papa.
E’ la parola definitiva sulla vicenda giudiziaria di Scalco, agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico nella sua casa nel Varesotto per omicidio volontario aggravato dai futili motivi. La Corte d’Assise di Genova, presieduta dal giudice Massimo Cusatti, lo aveva condannato a 23 anni di reclusione. Pena che era stata confermata dalla Corte d’Assise d’Appello genovese. Una prima pronuncia della Suprema Corte aveva confermato il giudizio di colpevolezza e l’impianto delle sentenze, ma trasmesso il fascicolo alla Corte d’Assise d’Appello di Milano, per una riformulazione della pena. Cosa che era avvenuta, lo scorso anno. Il secondo e ultimo ricorso in Cassazione non ha mutato il quadro. Il maestro d’ascia era stato anche condannato a risarcire i famigliari del quarantunenne, assistiti dagli avvocati Francesca Palmero e Jary Felice








