Dalla mezzanotte tra lunedì e martedì gli allarmi continui e le esplosioni hanno tenuto sveglie milioni di persone, in una corsa continua nei rifugi. Poi, alle 7,30 di martedì, il sesto bombardamento dall'Iran ha colpito con un impatto diretto una stradina nel cuore di Tel Aviv, devastando tre palazzine residenziali.

Il fumo nero delle automobili che hanno preso fuoco si è alzato verso il cielo di Kikar Hamedina. Il servizio di soccorso Magen David Adom ha dichiarato che almeno sei persone sono rimaste ferite non gravemente in quattro diversi punti di caduta in città. Successivamente, fonti esperte hanno spiegato ai media che l'ordigno che ha preso di mira il centro di Tel Aviv era probabilmente un Emad, un missile balistico a medio raggio a combustibile liquido che porta tre sotto munizioni da 100 chili l'una.

I sistemi di difesa aerea hanno effettuato diversi tentativi per abbatterlo, ma sono andati tutti falliti. Il fragore dei missili intercettori lanciati da una piattaforma nella zona centrale della metropoli si è sentito distintamente dopo le sirene, ma un'esplosione fortissima e il sussultare degli edifici e dentro i rifugi ha fatto chiaramente intendere che il missile di Teheran non era stato centrato.