Il Tribunale Europeo dei Diritti Umani (Tedh) ha respinto la richiesta di sospensione cautelare dell'eutanasia a una giovane spagnola paraplegica, che attende da 20 mesi di ricevere la morte assistita, cui si oppone il padre, assistito dall'associazione ultraconservatrice Abogados Cristianos.
La Corte ha rigettato la richiesta di misure cautelari presentata dall'associazione, secondo fonti giudiziarie citate dalla Cadena Ser.
La giovane, di 25 anni, ricoverata in una struttura sociosanitaria in Catalogna, rimasta paraplegica dopo aver tentato nel 2022 il suicidio lanciandosi dal quinto piano di un edificio, aveva presentato richiesta di morte assistita. Una domanda alla quale si era opposto il padre - nonostante la giovane fosse da anni in situazione di abbandono - sostenendo che la figlia fosse incapace di prendere una decisione in quanto sofferente di disturbi mentali. Alla vigilia della data fissata per l'eutanasia, il 2 agosto 2024, la giustizia aveva accolto un ricorso urgente presentato dal genitore per sospendere il procedimento.
Da allora la ragazza vive un'odissea giudiziaria a causa del lungo contenzioso, avviato dall'associazione utracattolica, culminato nei tribunali spagnoli con una sentenza della Corte costituzionale, lo scorso 22 febbraio, che con decisione unanime confermava un precedente pronunciamento della stessa alta corte e una precedente sentenza del Tribunale superiore di giustizia della Catalogna, secondo cui la richiesta di morte assistita era stata autorizzata nel pieno rispetto della legge sull'eutanasia spagnola, in vigore dal 2021. E ritenendo "manifestamente inesistente la violazione di un diritto fondamentale" contestata dal padre.













