PORDENONE - Il vero clubbing oggi si fa alla luce del sole. Il fenomeno, che unisce cocktail, buon cibo e soprattutto buona musica, prende il nome di soft clubbing: la day disco, o discoteca giornaliera, fatta in un cocktail bar, tanto all’interno quanto all’esterno, con spazi che accolgono centinaia di persone è arrivata anche a Pordenone.

Un modo nuovo per vivere la socialità: niente più distrazioni tipiche delle serate danzanti nei locali notturni ma un’esperienza che la dice lunga su come il modo di ascoltare sia cambiato. Ed ha iniziato a farlo quando in Italia sono arrivati i listening bar, spazi costruiti interamente attorno all’ascolto di ottima musica. Questo tipo di locali sono nati in Giappone nel dopoguerra, quando i vinili erano costosi e difficili da reperire; erano luoghi in cui si entrava per ascoltare dischi con impianti e casse di alta qualità, in un ambiente pensato per valorizzarne il suono e la diffusione. Da lì il format si è diffuso in Europa, passando per città come Londra e arrivando poi anche in Italia. Come spesso succede con i nuovi trend, questi locali si sono diffusi prima a Milano e poi nel resto del Paese, raggiungendo anche il nordest. Al centro resta la musica su vinile, suonati con una cura particolare per l’acustica, mentre il resto – dal bere al cibo – diventa parte di un’esperienza più elevata rispetto al semplice bar. La musica non è un suono di sottofondo, è il punto di partenza. «Il nostro è il primo e forse unico listening bar in Triveneto – ha detto Gennaro Leone, titolare del Monologue di Pordenone -. Il soft clubbing che facciamo è diverso dagli altri: il nostro evento Monologue Morning Music MMM nasce per intercettare la generazione che andava nei club negli anni 90 e non ha più energie per fare notte fonda. Grazie all’aiuto dei dj Galio e Mauro Cfs dei collettivi Starlight90 e Wild Pn riusciamo a creare eventi con centinaia di persone». Eventi che intercettano generazioni, tanto quella dei millennial quanto quella dei boomer, alle quali uscire alle 23 per fare serata non viene più tanto naturale. Nasce così un nuovo rito collettivo, che inizia alle 10 e finisce alle 15, al quale partecipare freschi e riposati, superando il preconcetto che per fare festa serva fare le ore piccole. D’altronde il soft clubbing affonda le proprie radici nella cultura dei rave e degli after fino al sorgere del sole, abbraccia il brunch e strizza l’occhio alla colazione.