“Per la prima volta mi aveva fatto sentire ricordata”. Con questa frase-pugno in pancia, Francesca, nome di fantasia, mia paziente, mi racconta del suo cane.
La storia
Francesca ha trentasei anni. Si è sentita invisibile sin da quando è venuta al mondo. La madre ha sempre sofferto di depressione: oscillava dalla presenza asfissiante e intrusiva nella vita della figlia all’assenza difensiva, perché non stava bene.
Il padre era un traditore seriale, immune da sensi di colpa e possibili tentativi di redenzione e riparazione. Lui era così, diceva, andava accettato con le sue zone d’ombra e peculiarità, situazione che addolorava la moglie ma che non le dava la forza di ribellarsi e andare via da lui.
Il padre lavorava all’estero e, grazie a questa distanza geografica, poteva mantenere più relazioni adulterine con grande leggiadria.






