Cosa resterà agli italiani dopo la vittoria del "No"al referendum sulla giustizia? I calici di champagne vuoti dei membri dell'Associazione nazionale magistrati, che da Napoli a Milano hanno brindato al successo tra lacrime e cori "chi non salta Meloni è". Qualcuno se l'è presa addirittura con la collega Annalisa Imparato, colpevole di essersi espressa a favore del Sì. Roba da purghe o quasi. Questo per comprendere da che parte stia la "giustizia giusta".

Il Paese, per dirla con Nicolò Zanon, "è spaccato non sulla Costituzione, sulla quale tutti siamo solidali e che prevede dei meccanismi per essere riformata", ma "sul sentimento che si ha nei confronti della magistratura. Io credo che da domani bisognerà cercare di rimettere insieme le eventuali macerie che questa campagna così aspra ha lasciato". Secondo il presidente del Comitato Sì Riforma, l'Anm, il sindacato interno delle toghe, ormai "si è costituita davvero come un soggetto politico a tutto tondo e forse da domani saranno proprio loro a dover dire qualcosa per ricostruire il rapporto di fiducia nei confronti di tutti i cittadini italiani, non soltanto di una parte. L'ordine giudiziario è una colonna portante nella nostra società, ci auguriamo che la situazione possa ricomporsi fortemente nelle prossime settimane".