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Anno complicato il 2025 per i principali Paesi esportatori (Francia, Italia e Spagna) alle prese con un export in calo e con una serie di incognite legate al drammatico scenario geopolitico globale ma anche alle politiche aggressive dell’amministrazione Trump, che hanno “infettato” il primo mercato, che vale per il nostro comparto 1,75 miliardi di euro (in calo del 9,1% rispetto al 2024)

La notizia arriva dal sito WineNews e fotografa un passaggio tutt’altro che rassicurante per il settore vinicolo internazionale. Il 2025, nei numeri, è stato un anno complicato per i principali Paesi produttori (Italia, Francia, Spagna) alle prese con un export in calo e con una serie di incognite che ormai non fanno più notizia ma continuano a pesare: cambiamento climatico, contrazione dei consumi, dipendenza strutturale da alcuni mercati chiave.

Tra questi, gli Stati Uniti restano centrali, quasi insostituibili. Ed è proprio guardando a Washington che emergono i dati più significativi. Secondo l’analisi dell’American Association of Wine Economists, basata sulle rilevazioni dello U.S. Bureau of Census, nel 2025 i dazi americani sul vino hanno raggiunto quota 492,2 milioni di dollari. Un balzo evidente rispetto agli anni precedenti: 81,8 milioni nel 2024, 78,7 nel 2023, 95,3 nel 2022 e 134,6 nel 2021, ultimo anno sopra la soglia dei cento milioni.