I media internazionali danno ampio spazio alla vittoria del No al referendum relativo alla riforma della Giustizia. Per il Guardian “la reputazione della presidente del Consiglio ne risentirà e sarà un primo ministro più debole”. "La sconfitta al referendum renderà più difficile per la coalizione di governo di Meloni portare avanti i piani per l'approvazione di una legge elettorale che potrebbe garantire all'alleanza una comoda vittoria alle elezioni generali del 2027 – si legge sul sito britannico - Potrebbe anche far fallire l'altro progetto di punta di Meloni, ovvero consentire agli elettori di votare direttamente per il primo ministro, una mossa che richiederebbe una controversa modifica costituzionale.
Il Financial Times parla di "sonora battuta d'arresto" per la premier e il governo, che riflette un più ampio malcontento dell’opinione pubblica nei confronti della sua performance in vista delle elezioni parlamentari del prossimo anno. “Meloni ha spesso espresso la sua rabbia nei confronti della magistratura – si legge nell’articolo – che ha respinto alcune delle politiche di punta del suo governo, tra cui il tentativo di detenere i richiedenti asilo in centri in Albania e la costruzione di un ponte da 13 miliardi di euro verso la Sicilia”.










