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Ultimo aggiornamento: 14:52
Alcuni capi di abbigliamento “fast fashion” destinati ai bambini potrebbero contenere livelli di piombo superiori ai limiti consentiti. È quanto emerge da uno studio presentato al convegno dell’American Chemical Society da un gruppo di ricercatrici della Marian University di Indianapolis. La ricerca si inserisce nel dibattito sui rischi legati alla produzione di abbigliamento a basso costo, spesso caratterizzata da controlli di qualità non uniformi. Tra le criticità segnalate, la possibile contaminazione da piombo rappresenta uno degli aspetti più rilevanti, soprattutto per la salute dei più piccoli.
Le ricercatrici hanno analizzato undici capi di abbigliamento per bambini, appartenenti a diversi marchi e distribuiti sul mercato statunitense. I risultati hanno evidenziato che tutte le magliette testate superavano i limiti consentiti per la presenza di piombo. In particolare, i tessuti dai colori più accesi, come rosso e giallo, presentavano concentrazioni più elevate rispetto a quelli con tonalità più tenui. Lo studio ha anche simulato il rilascio della sostanza nel caso in cui i capi vengano portati alla bocca, comportamento frequente nei bambini. In alcuni casi, le quantità potenzialmente assorbite potrebbero raggiungere livelli tali da rendere necessario un monitoraggio clinico.






