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In diverse zone di Bruxelles oggi ci sono murales, targhe e alberi piantati per ricordare gli attentati terroristici del 22 marzo del 2016, dieci anni fa, in cui tre esplosioni uccisero 32 persone e ne ferirono oltre 340. Gli attacchi all’aeroporto della città e in una stazione della metropolitana vennero rivendicati dall’ISIS (o Stato Islamico), e furono i più gravi della storia recente del Belgio e tra i più violenti subiti da un paese europeo, in un periodo di particolare apprensione verso il terrorismo in Europa.

Alle 7:58 di quel 22 marzo, un martedì, a nove secondi di distanza ci furono due esplosioni provocate da altrettanti attacchi suicidi con cinture esplosive nell’area delle partenze dell’aeroporto internazionale Zaventem. Uccisero 12 persone, danneggiarono l’interno dell’edificio e crearono il caos tra le centinaia di passeggeri, dipendenti e addetti alla sicurezza presenti in quel momento.

Visto che Bruxelles ospita tra le altre cose la sede della Commissione europea e le attività delle commissioni del Parlamento europeo, subito dopo le esplosioni furono rafforzate le misure di sicurezza attorno alle istituzioni europee, e al contempo avviate le operazioni per coordinare i soccorsi all’aeroporto. Circa un’ora dopo, passate da poco le 9, ci fu una terza esplosione in una carrozza della metro nella stazione di Maalbeek, proprio a poche centinaia di metri dal cosiddetto “quartiere europeo”.