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22 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 6:28
Era la mattina del 22 marzo 2016 quando la capitale belga fu colpita da tre attacchi terroristici coordinati: due avvennero presso l’aeroporto di Bruxelles-National, nel comune di Zaventem, ed uno alla stazione della metropolitana di Maelbeek/Maalbeek, nel comune di Bruxelles. Gli attentati vennero rivendicati il giorno stesso dall’autoproclamato Stato Islamico (Isis). Sei su dieci imputati vennero ritenuti colpevoli di “omicidi in un contesto terroristico”. Si trattava di Oussama Atar, Mohamed Abrini, Osama Krayem, Salah Abdeslam (già condannato all’ergastolo per gli attentati di Parigi), Ali El Haddad Asufi e Bilal El Makhoukhi. Colpevoli della morte di 32 persone e del ferimento di almeno altre 300.
Negli ultimi anni, il codice penale belga è stato modificato più volte per adattarsi alle nuove esigenze. Nel luglio 2015, ad esempio, è stato aggiunto un articolo per punire i viaggi da e per il Belgio per scopi terroristici; dall’agosto 2016, l’incitamento e il reclutamento per tali viaggi sono reati penali. Nonostante ciò le preoccupazioni sono evidenti. Nel novembre 2020, 398 individui latitanti erano stati identificati come detenuti radicalizzati dal 2015, mentre il 25% di coloro che erano stati rilasciati nel 2020 erano ancora considerati radicalizzati e un altro 20% era ancora incline alla violenza. Molti condannati per terrorismo nel tempo hanno scelto deliberatamente di non chiedere la libertà condizionale e di scontare l’intera pena in modo da essere rilasciati senza condizioni e non essere più disturbati.







