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La Nazionale, di solito snobbata, si riprende il dovuto
Da Firenze un avviso ai naviganti, l'Inter si ferma al pari per presunzione e difetti difensivi, la rabbia della Fiorentina ha portato ad affanni non giustificabili per la squadra nerazzurra che va verso lo scudetto con una media punti bassa. Ciò che invece conforta è il fatto che il Como sia in Champions League, per meriti netti di campo. Questa ormai è una certezza, imprevista da chiunque, compreso Fabregas; la prevista e ampia vittoria sul Pisa ribadisce il quarto posto a danno di una Juventus senza identità definita, con problemi interni e l'assoluta latitanza di dirigenti in un momento delicato per la classifica e per i conti; l'utilizzo di Vlahovic e Milik, con l'esclusione di Openda e David e la panchina di Zhegrova, è stato uno schiaffo sonoro agli algoritmi di Comolli sul cui futuro tutto è possibile: otto attaccanti per una società indebitata sono un lusso e una bestemmia. Per fortuna, visto il risultato di Firenze, Napoli e Milan tengono il ritmo per dare un'ipotesi di dignità alla Serie A, tra i tornei più modesti di sempre, con arbitri mediocri e rigori inesistenti (Milano e Torino). Conte ha recuperato i lungodegenti, Allegri può rinunciare a Leao ma non a Rabiot. Dietro il Como, c'è l'eccitazione della Roma che, con un solo gol al Lecce, ha agganciato la Juventus a 54 punti: dopo la sosta, la trasferta pasquale di Gasperini, a San Siro contro l'Inter, fornirà nuovi dibattiti. Da oggi Coverciano è l'ombelico del calcio italiano. Fino a giovedì, lunga sarà la veglia per l'appuntamento che dovrà significare molto, non ancora tutto. Contro l'Irlanda del Nord deve essere un sì.






